Il Gioco del Notaio di Cantine del Notaio al convegno nazionale ASA di Teramo: l’AI ed il gioco per raccontare la filiera vitivinicola del Vulture

Si è concluso il 18 settembre all’Università degli Studi di Teramo il Convegno annuale 2026 dell’ASA, l’Associazione per la Statistica Applicata, dedicato al tema “Statistical Intelligence and Artificial Intelligence: From Data to Aware Decisions”. Tra i contributi presentati nel corso della conferenza c’è quello dedicato al Gioco del Notaio, un gioco da tavolo per imparare come nasce un’impresa vitivinicola, le cui regole sono state testate attraverso partite simulate dall’intelligenza artificiale.

Il contributo, “Il Gioco del Notaio: AI-driven Simulation and Vibe Coding for Wine-Supply-Chain Learning”, è stato presentato dal ricercatore lucano Angelo Romano.

Il Gioco del Notaio è un gioco educativo ideato da Cantine del Notaio per trasmettere il know-how della filiera vitivinicola e valorizzare il territorio del Vulture. Il tabellone riproduce i comuni dell’area di origine dell’Aglianico del Vulture e i giocatori costruiscono la propria impresa acquistando terreni, impiantando vigneti, realizzando cantine e puntando alle certificazioni DOC e DOCG, nel confronto con gli attori reali della filiera, dalla Camera di Commercio al Consorzio di tutela.

Verificare che un impianto di regole così articolato sia equilibrato richiede però decine di partite reali. Per superare questo limite, la logica del gioco è stata tradotta in un sistema di simulazione basato sull’intelligenza artificiale, che gioca una numerica notevole di partite per ciclo con tre stili diversi, aggressivo, equilibrato e conservativo, e organizza i risultati in indicatori e report su strategie vincenti, durata delle partite e possibili situazioni di stallo. Il metodo segue un approccio Human-in-the-Loop: gli esperti definiscono contenuti, vincoli e obiettivi didattici e interpretano i risultati, mentre l’intelligenza artificiale amplia la capacità di calcolo e di esplorazione. L’intervento ha illustrato anche l’uso del vibe coding (approccio di coding e sviluppo software mediante l’utilizzo di prompt attraverso LLM) per generare versioni digitali dinamiche del gioco, con un supervisore basato sull’intelligenza artificiale che ne verifica coerenza e giocabilità.

“Il nostro lavoro nasce dalla terra e dalle persone, ma per raccontarlo davvero serve far capire quante decisioni, regole e controlli ci sono dietro una bottiglia di Aglianico del Vulture”, ha dichiarato Gerardo Giuratrabocchetti, titolare di Cantine del Notaio. “Il Gioco del Notaio serve proprio a questo, e vedere le sue regole messe alla prova da centinaia di partite simulate ci ha aiutato a renderlo più equilibrato e più fedele alla realtà della filiera.”

Il Gioco del Notaio diventa così un esempio di come tradizione ed esperienza possano incontrarsi con le tecnologie di simulazione, trasformando il sapere di una filiera in un percorso di apprendimento condiviso e in un modo nuovo di raccontare il Vulture e promuovere la filiera vitivinicola.